1. Introduzione

Le scale di risalita per i pesci sono opere la cui realizzazione viene richiesta dalle amministrazioni con frequenza crescente. Hanno il compito di garantire la continuità dell'ecosistema fluviale attraverso opere trasversali che potrebbero risultare insuperabili dalle specie ittiche che popolano il corso d'acqua.

La segmentazione dell'ambiente fluviale è stata riconosciuta quale causa dominante del degrado dell'ecosistema stesso. La fauna fluviale solitamente ha necessità di risalire e scendere il corso d'acqua per cercare condizioni più idonee, in termini di velocità della corrente, temperatura, ossigenazione ed altre caratteristiche ambientali, nelle diverse stagioni. Interrompere la possibilità di migrazione implica spesso un decadimento della biodiversità ed un generale degrado dell'ecosistema.

Le scale di risalita in Italia sono prescritte da leggi molto antiche che risalgono al periodo precedente alla costituzione della Repubblica. Tuttavia queste opere sono state realizzate solo sporadicamente. Di recente l'ex Genio Civile ed ora le Amministrazioni Regionali hanno richiesto la realizzazione di scale di risalita con sempre maggiore frequenza, anche in seguito ad interventi di recupero realizzati su opere trasversali esistenti. In taluni casi possono essere richieste soluzioni alternative, quali ad esempio ripopolamenti periodici.

Le diverse tipologie di scale di risalita sono ben descritte in questa pagina di Wikipedia che gli studenti sono invitati a leggere per intero. Ulteriori interessanti dettagli sono recati da questa dispensa del Prof. Fugazza (Università di Padova) e le linee guida della FAO. Di seguito sono riassunte indicazioni rilevanti per la progettazione.

Si deve tenere presente che esistono pochi esempi di scale di risalita efficaci. Il loro funzionamento dipende da numerose variabili non sempre facilmente controllabili, e quindi le condizioni della corrente al loro interno non sempre risultano favorevoli alla risalita. Inoltre, spesso le scale sono risultate di difficile localizzazione da parte della fauna ittica.

Qualora sia possibile, è opportuno privilegiare una struttura che emuli le condizioni naturali. E' di importanza non marginale il fatto che queste strutture siano spesso vulnerabili al passaggio delle piene e possano essere rese difficilmente praticabili in seguito alla deposizione di materiale solido. La progettazione delle scale di risalita è quindi materia assai complessa, che richiede spesso buona capacità di osservazione ed interpretazione e conoscenze interdisciplinari.


Figura 1. Scala di risalita a bacini successivi sul Torrente Dolo (cortesia di ing. Paolo Spezzani)

2. Indicazioni per la progettazione

Le scale di risalita è opportuno che siano progettate rispettando buone pratiche e requisiti idraulici in funzione delle capacità natatorie della fauna ittica.

2.1. Individuazione ed accesso

I passaggi per i pesci sono spesso strutture di dimensione limitata incluse nel corpo di infrastrutture di grande dimensione. Pertanto la loro individuazione da parte della fauna ittica spesso è paragonabile alla ricerca di un ago in un pagliaio. Il loro posizionamento è quindi estremamente importante.

La fauna ittica spesso migra seguendo il flusso principale della corrente. La scala deve quindi essere posizionata nella zona ove si concentra la portata fluviale, avendo tuttavia cura di evitare turbolenza eccessiva agli ingressi. Se l'opera di sbarramento è trasversale occorre considerare che i pesci spesso si concentrano nella zona più a monte del corso d'acqua, nel tentativo di risalire la corrente evitando lo sbarramento.


Figura 2. Sbarramento presidiato da due passaggi per i pesci (Figura tratta dalle linee guida della FAO).

Occorre avere cura che il pesce non possa essere intrappolato o spaventato da organi meccanici quali turbine o paratoie, ed occorre avere cura che la velocità della corrente all'ingresso della scala non sia troppo elevata, ovvero non superiore a circa 0.5 m/s. In molte strutture il livello idrico di valle o di monte è soggetto a variazioni significative: occorre considerare che entrambi gli accessi della scala dovrebbero essere sempre facilmente accessibili.

Ai fini di riparare la scala dall'ingresso di materiale flottante, è opportuno studiarne la posizione considerando la tipologia di materiale trasportato ed i tragitti preferenziali, oppure predisponendo appropriate strutture di deviazione. Infine, deve essere considerata l'azione di detriti anche di grandi dimensioni che possono essere trasportati durante le piene.

2.2. Condizioni della corrente all'interno della scala

La scala deve essere progettata in modo che le condizioni di deflusso idrico al suo interno siano attrattive nei confronti della fauna ittica e non rendano la risalita disagevole o impossibile. E' quindi necessario che vi sia all'interno della scala una portata di deflusso significativa abbastanza in modo da rendere le condizioni attraenti, ma al tempo stesso non troppo elevata in modo da contenere le turbolenze e la velocità di deflusso.

Tutti i passaggi obbligati devono essere sufficientemente larghi in modo da permettere il passaggio del pesce, tenendo tuttavia presente che deve pure essere presente un'altezza d'acqua sufficiente. Utilizzare flussi idrici di supporto generati con acqua diversa da quella defluente nel fiume potrebbe innescare un effetto deterrente. I seguenti ordini di grandezza empirici dovrebbero essere osservati per le grandezze idrauliche di riferimento sottoelencate:

  • Nel caso di scala a bacini successivi, la potenza dissipata P nel salto fra bacini successivi non dovrebbe superare i 150-200 W/m3. La potenza può essere calcolata con la formula P=γQΔH, ove γ è il peso specifico dell'acqua, Q è la portata nella scala e ΔH è il dislivello dei peli liberi fra un bacino e l'altro. Il volume da considerare a base del calcolo e quello del bacino di valle.
  • La velocità idrica massima nella scala non dovrebbe mai eccedere i 2 m/s. La velocità media lungo la scala dovrebbe essere molto minore, dell'ordine dei 0.5 m/s.
  • La scala deve prevedere zone di riposo nelle quali il pesce possa recuperare le energie necessarie per raggiungere la zona di riposo successiva. Ad esempio, per le scale Denil si raccomanda di inserire una zona di riposo ogni 6-10 metri di lunghezza lineare, in dipendenza della specie ittica dominante.
  • La pendenza della scala deve essere compresa fra 1/5 e 1/10. Per rampe in sassi la pendenza deve essere ridotta a 1/15.
  • Il fondo della scala dovrebbe essere coperto di substrato di spessore pari ad almeno 20 cm della stessa natura rispetto a quello presente nell'alveo fluviale. Inoltre, anche la luminosità nella scala dovrebbe essere paragonabile a quella nell'alveo, poichè i pesci a migrazione diurna potrebbero non essere attratti da passaggi bui.
  • La scala deve permettere con facilità le operazioni di pulizia periodica.
  • La scala dovrebbe essere a geometria flessibile o comunque facilmente adattabile in funzione delle condizioni effettive di deflusso.
  • E' necessario interdire la pesca non solo lungo la scala, ma anche in prossimità delle zone di ingresso ed uscita. L'accesso alla scala deve essere rigorosamente interdetto al pubblico.
  • Alcune amministrazioni impongono di non presidiare gli ingressi della scala con organi di regolazione, quali ad esempio paratoie. Tuttavia in taluni casi l'installazione di una paratoia può essere raccomandabile al fine di meglio regolare le velocità in scala e le altezza idriche al variare dei livelli idrici di monte.

Le linee guida della FAO porgono ulteriori e più dettagliate specifiche, soprattutto per la progettazione delle scale rustiche, alle quali si rimanda. Si rammenta che le condizioni di deflusso delle correnti nelle scale di risalita rendono l'ipotesi di corrente gradualmente variata poco attendibile. Ne consegue che l'incertezza dei calcoli è notevolmente amplificata. Questa è la ragione per la quale a volte si realizzano modelli fisici in scala ridotta per verificare le condizioni di deflusso nella scala di risalita in anticipo.

Ultima modifica: 22 ottobre 2016