Alluvioni: Dieci nozioni per proteggerci

Le alluvioni spesso ci colgono di sorpresa e quindi impreparati. Sono eventi catastrofici che provocano danni crescenti e sono quindi ragione di preoccupazione. La lista delle alluvioni italiane purtroppo indica che le vittime nel nostro paese per alluvioni sono state 50 fra 2021 e 2022. Anche all'estero si sono recentemente verificati eventi inaspettati, quale ad esempio la piena in Germania del 2021. Ripassando la cronaca degli eventi recenti si realizza che alcune tragedie avrebbero potuto essere evitate adottando diversi e più pronti comportamenti di gestione dell'emergenza. Purtroppo, però, le alluvioni sono fenomeni dall'evoluzione alquanto rapida. Sebbene le azioni da compiere per proteggersi siano intuitive, per attuarle sono necessarie educazione e preparazione.

L'educazione è particolarmente importante. Capire le alluvioni aiuta a proteggerci. Imprimere nella nostra coscienza i segnali di allarme e la consapevolezza di cosa può succedere è utile per meglio gestire l'emergenza. Riflettendo su inondazioni recenti ho compreso l'utilità di alcuni concetti relativi alla formazione ed alla evoluzione delle alluvioni, concetti la cui comprensione ritengo possa aiutare a compiere le azioni più appropriate se siamo colti da un'emergenza. 

Ho selezionato dieci concetti che penso sia utile apprendere. Sono nozioni ben note agli addetti ai lavori ed alle studentesse e studenti di alcuni corsi di studio universitari. Spesso però vengono insegnate ed apprese derivandole dalle basi teoriche, mentre per mancanza di tempo o di opportunità non ne viene adeguatamente discussa l'evidenza empirica, e quindi non viene data enfasi alle avvertenze pratiche che ne possono discendere. Lo studio e la conoscenza della teoria sono supporti fondamentali per meglio capire il mondo reale.

A valle dei dieci concetti, richiamerò quindi alcune avvertenze pratiche, molte delle quali fanno peraltro parte delle raccomandazioni della Protezione Civile.

Flood in Romagna, 2023
Alluvione in Romagna, Maggio 2023. Fonte: European Commission (Dati Bendo), 
via Wikimedia Commons

Dieci nozioni sulle alluvioni

  1. Rischio di alluvione: è la combinazione di tre fattori, ovvero (a) pericolosità, che dipende principalmente dalle sollecitazioni meteorologiche e idrologiche e quindi  dal cambiamento climatico, (b) vulnerabilità, ovvero la presenza o meno di protezioni, e (c) esposizione, ovvero il valore - economico o intangibile - del territorio, dei beni e delle comunità esposte (per maggiori dettagli si veda Bloschl & Montanari (2023; in italiano) e Montanari et al. (2023, in inglese)). La nozione importante da apprendere è che il rischio di alluvione non può essere annullato. Opere di protezione quali soluzioni di tipo "nature based", casse di espansione, argini od altro,  sono efficaci fino ad un certo punto, oltre il quale nulla possono, in particolare nei confronti di eventi di imprevista gravità e quindi devastanti.
  2. Effetto sorpresa: le alluvioni ci colgono frequentemente di sorpresa, sia in Italia sia altrove, nonostante il continuo miglioramento dei sistemi di allerta. Una delle cause principali della sorpresa è la convinzione a priori che non siano possibili alluvioni devastanti quali quelle che poi si verificano. La presunta impossibilità è a sua volta indotta da: (a)  ragioni legate a come le inondazioni avvengono, ad esempio l'ostruzione di alvei da parte di detriti galleggianti; (b) ragioni psicologiche - quali rifiuto o minimizzazione del pericolo; e (c) ragioni socio-economiche, ad esempio scarsità di risorse per finanziare opere di protezione. In realtà, le mappe di pericolosità del rischio di alluvione (per l'Italia si veda qui) indicano che le aree ove sussiste rischio di inondazione sono molto estese ed interessano la maggior parte della popolazione. Per approfondire si veda Bloschl & Montanari (2023; in italiano) e Montanari et al. (2023, in inglese)
  3. Amplificazione del rischio: Le alluvioni disastrose sono spesso causate da concause che si sovrappongono determinando un disastro che ci coglie di sorpresa. Le concause possono essere di natura idrometeorologica, ad esempio la combinazione di cambiamento climatico e ridotta capacità del suolo di assorbire le precipitazioni; oppure di natura socio-idrologica, ad esempio la combinazione di pericolo alluvionale con alta esposizione delle aree contermini alle aste fluviali. Quasi sempre, in occasione di disastri, le concause si combinano in soluzione "non-lineare", ovvero determinando amplificazione dell'impatto dell'alluvione. In queste condizioni, perturbazioni anche minime del clima possono originare disastri di grande impatto. Pertanto, una sfida scientifica di grande interesse è proprio il riconoscimento preventivo delle condizioni che possono originare amplificazione. Per approfondire si veda qui.
  4. Allarme di piena: le previsioni di piena, cosi' come le previsioni meteorologiche, sono affette da incertezza. Ciò nonostante, sono di grandissima utilità, a condizione che l'incertezza venga gestita in modo appropriato. In ogni caso, è necessario essere coscienti che gli allarmi di piena non sono certi. Un segnale di allerta non massima non deve indurre la convizione di essere in sicurezza. L'Italia ha recentemente varato il sistema IT-alert per diffondere allarmi pubblici.
Fllods take people by surprise
Alluvione in Missouri. Fonte: Carl Belken, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
  1. Prevedibilità: Le alluvioni dei grandi fiumi sono causate da piogge che sono molto estese, di lunga durata e relativamente poco intense. Si sviluppano lentamente e quindi sono più facilmente prevedibili, gli allarmi sono generalmente lanciati per tempo. Le alluvioni dei piccoli corsi d'acqua sono causate da piogge di breve durata, poco estese e molto intense. Si sviluppano molto velocemente, anche in pochi minuti, sono difficilmente prevedibili, e gli allarmi possono quindi essere meno efficaci.
  2. Memoria delle alluvioni: La memoria di alluvioni passate è corta, non abbiamo informazioni di dettaglio su alluvioni accadute prima del 1900. Abbiamo quindi scarsa conoscenza per identificare le aree che potrebbero essere alluvionate. Spesso si ritengono sicure aree che non lo sono per niente, per il solo motivo che non abbiamo memoria di precedenti alluvioni che li' si sono verificate. Inoltre, il cambiamento climatico potrebbe accrescere il pericolo di inondazione. Questi sono altri motivi per i quali le alluvioni spesso ci colgono di sorpresa. Per approfondire si veda qui (articolo scientifico in inglese).
  3. Spinta dell'acqua: L'acqua ha forza notevole. La forza esercitata dall'acqua su di noi o sulla nostra casa o auto dipende dalla profondità e dalla velocità elevate al quadrato. Cioè: se l'altezza dell'acqua o la velocità raddoppiano, la forza dell'acqua si moltiplica per quattro. Si veda ad esempio questo video e si noti che la profondità dell'acqua è molto limitata, ma la velocità è notevole e quindi la spinta è violenta.
  4. Alluvioni detritiche: In terreni ripidi capita di frequente che la piena trasporti una grande quantità di melma e pietre. Si veda ad esempio questo video. La spinta esercitata contro persone e strutture da corrente detritica è molto maggiore della spinta esercitata dalla corrente con sola acqua, anche 15 volte superiore. Si tratta quindi di alluvioni molto pericolose, che generalmente si verificano in torrenti di piccole dimensioni e spesso evolvono in pochissimo tempo. Per mitigare il rischio in montagna si realizzano talvolta cosiddette "piazze di deposito" o opere di ritenuta che trattengono i detriti prima che arrivino su strade e centri abitati. Per saperne di più sulle alluvioni detritiche si veda la pagina Wikipedia dell'alluvione della Versilia (1996).
Debris flow
Colata detritica è opera di ritenuta. Fonte: Mirosław Mrozik, CC BY-SA 4.0 ,
via Wikimedia Commons 
  1. Alluvioni costiere: Le alluvioni costiere possono essere originate da esondazioni fluviali o fognarie, oppure da mareggiate, oppure da maremoto. Le prime due cause possono sovrapporsi, mentre il maremoto è generato da terremoto, oppure più raramente da frana o eruzione vulcanica. E' quindi un fenomeno di origine generalmente non atmosferica. Mentre il maremoto è solitamente preceduto da allerta, le esondazioni fluviali e soprattutto le mareggiate possono cogliere di sorpresa. Le eruzioni vulcaniche sono causa non trascurabile di maremoto. Sul territorio italiano insistono alcuni fra i vulcani più pericolosi al mondo, fra i quali vulcani sottomarini (si veda il Vulcano Marsili).
  2. Alluvioni urbane: Le alluvioni urbane sono generalmente causate da insufficienza delle rete di fognatura, la quale raggiunge condizioni critiche per piogge di brevissima durata, ovvero pochi minuti. Quando la fognatura non smaltisce l'acqua può uscire dai tombini generando dei veri e propri "geyser", ovvero getti d'acqua che possono essere improvvisi e violenti. Si veda, ad esempio, questo video.

Cosa fare se siamo colti da un'alluvione

Il Dipartimento della Protezione Civile, nel proprio sito web alla pagina "In caso di alluvione", fornisce raccomandazioni per la gestione dell'emergenza ed i comportamenti da tenere, raccomandazioni che in parte discendono dalle nozioni prima presentate. Altre utili raccomandazioni sono presentate qui, qui (in inglese) e qui (in inglese).

Aggiungo le avvertenze che seguono, alcune delle quali già incluse nei links di cui sopra.

  1. Non escludiamo a priori la possibilità di essere alluvionati. La presenza di opere di protezione dalle piene o la prossimità ad una arginatura non deve farci sentire al sicuro. L'argine è sinonimo di rischio di alluvione piuttosto che sicurezza. Non si può mai escludere la possibilità che un argine ceda o venga sormontato. In generale, l'efficacia delle opere di protezione non è assoluta. Dobbiamo quindi prepararci ad affrontare una alluvione. Molte precauzioni per mitigare il rischio non costano nulla e non impattano sulla nostra vita di tutti i giorni, quindi è saggio metterle in atto.
  2. Prestiamo attenzione ai segnali di pericolo che sono generalmente posizionati nelle zone a rischio. Informiamoci sui sistemi di allertamento presenti nel nostro territorio.
  3. Documentiamoci sulle alluvioni passate che hanno interessato le zone ove viviamo o dove siamo frequentemente presenti. Oggi abbiamo sistemi di informazione efficaci, in rete sono disponibili molti video di alluvioni. Cerchiamo di osservarli e di apprendere da ciò che vediamo, chiediamoci cosa faremmo se fossimo coinvolti in una situazione simile.
  4. Se assistiamo ad una pioggia molto intensa, che rende difficile guidare l'auto e che provoca diffuso scorrimento di acqua sull'asfalto e sul suolo siamo esposti a pericolo potenziale. Se siamo vicini ad un corso d'acqua bisogna chiedersi quanto è grande. Occorre essere consapevoli che corsi d'acqua di piccole e medie dimensioni possono originare piene rapidissime, a maggior ragione se hanno dato luogo ad alluvioni precedenti. Il Torrente Sturla (Liguria) è un esempio di corso d'acqua di piccole dimensioni, il Fiume Secchia (Emilia-Romagna) è un esempio di medie dimensioni, i Fiumi Po, Arno e Tevere sono alimentati da bacini di grandi dimensioni.
  5. Sketch from NOAA
    Avvertenze di NOAA. Fonte: https://www.weather.gov/

    Dobbiamo essere consapevoli che l'acqua profonda o che corre veloce è pericolosa (vedere ancora questo video). Camminare nell'acqua che ci arriva al polpaccio, se corre veloce, può essere molto difficile e si cade può essere impossibile rialzarsi. Guidare l'auto con 20 cm di acqua che corre è impossibile, meglio abbandonarla per ripararsi su un luogo alto.

  6. La presenza di molti detriti o depositi di terra negli alvei di corsi d'acqua, cosi' come la presenza di conformazione del terreno a "cono" nella zona in cui il corso d'acqua raggiunge territori vallivi meno pendenti, indicano rischio di alluvione detritica. Cerchiamo di riconoscere il territorio identificando le aree a rischio. Durante piogge intense non avviciniamoci a torrenti piccoli, molto scoscesi e dall'alveo detritico.
Schematic of an alluvial fan
Schema di una conoide alluvionale, che mostra in pianta i principali elementi morfologici di questo tipo di deposito. La sezione longitudinale (A-A') mostra l'evoluzione nel tempo della conoide, caratterizzata dalla tendenza del corso d'acqua ad erodere a monte della fascia intermedia dell'edificio e a depositare sedimento a valle, in modo da raggiungere un profilo di equilibrio; la sezione trasversale (B-B') mostra la zona dei canali attivi (con profilo a V) e le aree di intercanale.
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  1. Nelle zone costiere dobbiamo maturare la percezione di quali cause potrebbero provocare un'alluvione in modo da saperle riconoscere se l'evento si verifica. La ricerca di riparo in zone sicure deve essere guidata dalla conoscenza della provenienza della corrente.
  2. L'alluvione urbana spesso non genera altezze d'acqua molto superiori al piano stradale. Occorre comunque fare attenzione ai locali a livello inferiore alla strada ed alle zone depresse in genere. Occorre fare attenzione ai sottopassi. Normalmente sono presidiati da pompe per smaltire le acque ma i fatti dimostrano che possono trasformarsi in trappole pericolose. Teniamo presente che l'illuminazione degli edifici e delle strade potrebbe interrompersi in caso di piena e al buio l'acqua potrebbe non essere visibile, soprattutto se piove. Al buio potrebbe risultare impossibile orientarsi e quindi impossibile trovare la via d'uscita da stanze o altri ambienti chiusi ed allagati. Quindi dobbiamo evitare di sostare o entrare in volumi che potrebbero essere invasi dall'acqua.

Se siete interessati a mettervi alla prova vi suggerisco di cimentarvi con il flood quiz (in inglese) dello stato del Queensland (Australia).

Spero che questa pagina possa essere informazione utile. Se avete suggerimenti per migliorarla vi prego di scrivermi.

Ultima modifica: 27 novembre 2023